Auto storiche: reimmatricolazione, registri e circolazione
Aggiornata il 12 luglio 2026
La risposta breve: un’auto storica ferma, senza documenti o radiata d’ufficio può quasi sempre tornare a circolare. Il percorso: certificato di rilevanza storica da un registro riconosciuto, collaudo e reimmatricolazione (art. 60 CdS e DM 17/12/2009). L’eccezione vera è la demolizione volontaria in un centro di raccolta dopo il 2006: lì il veicolo è giuridicamente morto.
Radiata come? La domanda che decide tutto
- Radiazione d’ufficio (per mancata revisione, mancato pagamento del bollo, esportazione fittizia): il veicolo esiste ancora giuridicamente come “cessato dalla circolazione” e si può reimmatricolare.
- Demolizione volontaria con certificato di rottamazione post-2006: il telaio è cancellato in via definitiva; il recupero è possibile solo in casi eccezionali e va valutato da un legale, non da un’agenzia.
- Mai immatricolata in Italia (importata d’epoca): si segue il percorso dell’immatricolazione di veicolo di provenienza estera, con il registro storico a supporto della datazione.
Il certificato di rilevanza storica (CRS)
È il documento che attesta l’interesse storico e collezionistico del veicolo. Lo rilasciano i registri dell’art. 60 CdS su fascicolo fotografico e tecnico: il veicolo deve avere almeno 20 anni e conservare le caratteristiche originali di fabbricazione (o un restauro conforme). Il CRS serve sia per la reimmatricolazione sia per le agevolazioni.
Collaudo e ritorno in strada
Con il CRS in mano, il veicolo passa la visita e prova: si verificano freni, luci, sterzo, telaio — con i criteri tecnici dell’epoca di costruzione, non con quelli attuali (un’auto del 1965 non deve avere l’ABS). A esito positivo si ottengono targhe e carta di circolazione attuali oppure, con la pratica dedicata, la riedizione delle targhe d’epoca.
Cosa si ottiene (oltre alla strada)
- Bollo: riduzione del 50% per i veicoli 20–29 anni con CRS annotato; regime agevolato/esenzione dai 30 anni secondo la regione.
- Assicurazione: polizze dedicate ai veicoli storici con premi molto ridotti rispetto a una polizza ordinaria, tipicamente vincolate all’iscrizione a un club.
- Valore: un veicolo documentato e reimmatricolato vale sensibilmente più dello stesso mezzo “senza carte”.
In sintesi
- Un veicolo con più di 20 anni e caratteristiche originali può essere riconosciuto di interesse storico (art. 60 CdS) tramite iscrizione a un registro (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, FMI per le moto).
- Le auto radiate d'ufficio possono tornare a circolare: certificato di rilevanza storica + collaudo + reimmatricolazione.
- I veicoli demoliti volontariamente in un centro di raccolta dopo il 2006 in genere NON sono recuperabili.
- Il riconoscimento storico dà accesso a riduzioni assicurative e, dai 20 anni con CRS, allo sconto bollo del 50% (esenzione dai 30 anni in molte regioni).
- La revisione resta obbligatoria: biennale come per gli altri veicoli, con regole particolari solo per alcune categorie ante 1960.
Domande frequenti
Serve per forza l'ASI?
No: il certificato di rilevanza storica può essere rilasciato da uno qualsiasi dei registri riconosciuti dall'art. 60 CdS (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, FMI). L'ASI è semplicemente il più noto.
Posso rimettere le targhe originali?
Sì: dal 2021 è possibile la reimmatricolazione con targa e libretto d'epoca (targhe originali o riedizione), pagando un diritto fisso. È una pratica aggiuntiva che curiamo su richiesta.
L'auto era di mio nonno ed è ferma da 30 anni: da dove parto?
Dal numero di telaio e da una visura al PRA: in 24 ore sappiamo se è radiata, come, e qual è il percorso di recupero. Questo primo check da noi è gratuito.
Fonti
La teoria è qui. La pratica la facciamo noi.
Verifica gratuita di idoneità: esito immediato e onesto.