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Veicoli importati: come si immatricola in Italia un mezzo estero

Aggiornata il 12 luglio 2026

La risposta breve: un veicolo immatricolato all’estero si “nazionalizza” con una pratica che dipende da un solo documento: il COC (Certificate of Conformity). Se c’è, la strada è documentale e rapida. Se manca — o il veicolo è extra-UE, modificato, o d’epoca — serve la visita e prova al CPA. In entrambi i casi il risultato è la targa italiana e il Documento Unico.

Percorso 1 — Veicolo UE con COC

Il COC attesta che il veicolo è conforme a un tipo omologato europeo. Con COC, documenti esteri e atto d’acquisto, la pratica è amministrativa:

  1. verifica documentale e traduzioni dove richieste;
  2. pagamento di IPT e diritti;
  3. immatricolazione con targhe italiane.

Tempi tipici: 2–6 settimane. Il veicolo non deve essere ispezionato.

Percorso 2 — Senza COC, o extra-UE

Se il COC manca (venduto senza, veicolo vecchio, mercato non-UE) le strade sono due: richiedere al costruttore un estratto dei dati tecnici (quando esiste una corrispondenza di tipo omologato) oppure passare dal collaudo al CPA, che accerta direttamente le caratteristiche tecniche.

Per gli extra-UE (USA, UK post-Brexit, Svizzera, Giappone) prima della parte tecnica c’è la dogana: per le auto, dazio del 10% e IVA al 22% calcolati su valore + trasporto. Poi gli eventuali adeguamenti: fari conformi, indicatori di direzione, tachimetro in km/h, catadiottri — dipende dal mercato di origine e dall’anno.

La trappola dei 60 giorni (art. 93-bis CdS)

Chi ha residenza in Italia da più di 60 giorni non può circolare con un veicolo immatricolato all’estero intestato a sé (con eccezioni per leasing e comodati aziendali esteri registrati). Le sanzioni includono multe pesanti fino alla confisca. Tradotto: comprato il mezzo, la nazionalizzazione non è un “prima o poi”, è un adesso.

Prima di comprare, non dopo

Il momento giusto per coinvolgerci è prima del bonifico: con i documenti del veicolo (o anche solo l’annuncio) verifichiamo fattibilità, costi doganali e adeguamenti necessari. Il check di fattibilità è gratuito e più di una volta ha fermato acquisti che sarebbero costati il doppio del previsto.

In sintesi

  • Veicolo UE con COC: pratica documentale, senza collaudo. Senza COC o extra-UE: serve la visita e prova al CPA.
  • Il COC (Certificate of Conformity) attesta l'omologazione europea del veicolo: chiedilo SEMPRE al venditore prima dell'acquisto.
  • Extra-UE: prima la dogana (dazio 10% + IVA 22% sul valore, per le auto), poi conformità tecnica e immatricolazione.
  • Chi risiede in Italia da più di 60 giorni non può circolare con veicolo a targa estera intestato a sé (art. 93-bis CdS), salvo eccezioni.
  • I tempi tipici: 2–6 settimane per un UE con COC; 4–10 per un extra-UE con collaudo.

Domande frequenti

Ho comprato in Germania: quali documenti mi servono?

Zulassungsbescheinigung Teil I e II (i due 'libretti' tedeschi), atto di vendita e, idealmente, il COC. Con questi la nazionalizzazione è documentale; senza COC serve il collaudo o l'estratto dei dati tecnici dal costruttore.

L'IVA la pago in Italia o in Germania?

Per un usato da privato, nessuna IVA aggiuntiva. Da concessionario: veicolo usato in regime del margine → IVA inclusa; veicolo 'nuovo' ai fini IVA (meno di 6 mesi o 6.000 km) → IVA in Italia. È l'errore fiscale più costoso: verifica prima.

Un'auto americana si può sempre immatricolare?

No: deve poter raggiungere la conformità tecnica (luci, strumentazione, emissioni per l'anno di costruzione). Alcuni modelli richiedono adeguamenti costosi: la fattibilità va verificata prima dell'acquisto, non dopo.

Fonti

La teoria è qui. La pratica la facciamo noi.

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